Impazzendo

traducendo … emigrando … riflettendo …

Archivio per la categoria ‘Traducendo’

Quando l’inglese uccide

Pubblicato da npanna su giugno 23, 2010

I miei 7 assidui lettori lo sanno molto bene: io prendo l’aereo solo perché sono costretta a volare e non volo se non sotto pesanti sedativi.

http://npanna.wordpress.com/2009/02/17/paura-dellaereo/

Ma presto farò domanda per l’anestesia totale.

Io e Marion già sedevamo in aereo, e io già avevo la cintura allacciata. Non solo. Avevo già individuato l’uscita di sicurezza a me più vicina e mi apprestavo a contare i sedili tra me e lei, perché, nell’improbabile caso di schianto al suolo, ritrovarsi vivo non è tutto. Se il sentiero luminoso sul pavimento non si illumina, se il fumo tutt’intorno è troppo denso, sei fottuto uguale: come lo trovi il portello verso la salvezza? Ci passi a fianco e nemmeno te ne accorgi. Finisce che vai avanti e indietro per la fusoliera e ti ritrovi morto dalla disperazione. Se invece sai a quanti sedili di distanza dal tuo è l’EXIT, allora hai una chance di uscire vivo, tu e chi ti segue amandoti per tutta la vita: mentre tutti danno i numeri, tu dai quelli giusti. Tu. Perché io, anche se ho contato prima, muoio dopo, per un errore di traduzione, come vuole la vita.

Quindi, tornando a 10 giorni fa, mentre sedevo su una grande macchina alata e contavo per individuare l’uscita di sicurezza più vicina a me, e la stessa macchina alata era ancora parcheggiata in quel posto dove ci sono tante altre macchine come lei, e non si decideva a partire, il capitano prende la parola:

- Ladies and gentlemen, ze captain speaking, ve are very sorry for ze delay but ze small engine is not working. Ve vill shortly depart.

- Naná, cosa stai facendo?

- Sto andando.

- Naná non penso possa andare al bagno prima ancora del decollo.

- No no Marion, tu non hai capito! Io sto andando via!

- Come sto andando via? Dove è che vai?

- Marion, il portellone è ancora aperto. Lo vedi il sole che entra? La vedi quella luce? Cosa vuoi di più? Ti servono altri segnali del destino? L’ultima luce verso la salvezza. Andiamo Marion! Scendiamo scendiamo!

- Naná siediti, ma cosa stai farfugliando?

- Marion, hai sentito che cosa ha detto il capitano? L’aereo sta cadendo a pezzi. È un rottame. Siamo morti!

- Aspetta Naná dai, calmati, lo sta ripetendo in tedesco, ascolta.

- Sehr geehrte Damen und Herren, wir entschuldigen uns für die Verspätung aber wir werden in Kürze starten. Wir bitten Sie um einen Moment Geduld.

- Marion, non ha detto nulla, ti rendi conto Marion? In tedesco non ha detto nulla, ci vogliono fottere! Della serie: ah io l’ho detto, l’ho detto prima di partire, l’ho detto che era guasto! L’ho persino detto in inglese, nella pseudo lingua di tutti. Non mi ha dato retta nessuno, ma io l’ho detto. Peccato che qua di gente che capisca l’inglese masticato di un capitano tedesco ce ne sia poca e siccome tutti sanno che non si capisce non ascolta nessuno, tranne me. Perché cazzo ascolto Marion? Cosa mi metto anche io ad ascoltare. Ma l’ho sentito solo io? Marion eh? Eh?

- No no Naná, un qualcosa su un qualche motore l’ho capita pure io …

- Andiamo Marion! Prima che chiudano il portellone, DONG, poi non abbiamo scampo.

- Naná, non ci lascerebbero partire se ci fosse un guasto al motore, e poi, ha detto small engine, chissà di quale motorino stava parlando…

- Cominciò tutto con un guasto al motorino, già me lo vedo l’articolo sul giornale, e poi precipitò l’intera elettronica!

- Naná che fai? Siediti!

- Scusi? Scusi lei, sì, sì lei, signore lo steward, a qualcosa servirà la sua presenza su questa macchina. Allora, mi dica, che storia è?

- ?

- Non faccia il finto tonto sa, qua c’è gente che ascolta! Il motorino dico, quello small engine…

- Non è nulla signora.

- Cosa è intanto?

- Ma nulla signora, è tutto risolto.

(Il present continuous, ha presente? The small engine is not working, cosa vuol dire secondo lei? Non mi sembra ci sia nulla di risolto, non sta funzionando adesso, qua, ora, nel presente, nell’immediato presente! Capito? E poi quel determinante di fronte, THE, così grande. Mica A small engine, mica UN motorino qualsiasi, no, figuriamoci, doveva essere proprio THE small engine, IL motorino! Così piccolo e così carico di immensa importanza. È lui, è the small engine, c’è solo lui, lui solo, insostituibile, indispensabile. E quello, a quanto pare, IS NOT WORKING! Non sta funzionando! Lei volerebbe eh?)

- Sa, partire con un motorino rotto … adesso io non vorrei …

- Signora, il motorino del quale stiamo parlando serve a regolare l’aria condizionata delle cappelliere.

- Chi mi garantisce che non si guastino anche i motoroni? Un deterioramento progressivo di tutti i motori … chi lo può escludere?

- Noi. Perché sono due cose completamente diverse signora. Si rimetta a sedere. È tutto sotto controllo! Stia tranquilla. Senta senta il capitano ha ripreso la parola…

- Ladies and gentlemen we will be departing in a few minutes. Iz  ze perfect day to fly!

È la giornata ideale per volare?

Ecco, è fatta, siamo morti. Abbiamo trovato un titolo decisamente migliore per l’articolo di giornale: Eppur era la giornata ideale per volare! Adesso si tratta solo di recuperare la scatola nera.

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A Berlino è arrivato il mare!

Pubblicato da npanna su marzo 22, 2010

I traduttori possono tutto: anche portare il mare a Berlino!

(Tra le varie cose … )

Tratto da un DVD sulla storia del muro di Berlino:

Il confine evanescente è una ricerca affascinante della frontiera precedente fra Berlin Ovest e Berlin Este. Che cosa si ricordano le persone che hanno vissuto lì? Tante storie incredibili come … la torta del compleanno del bambino al 13 agosto 1961, o le conseguenze dei baci al porto di Brandenburgo. Documenti segreti e materiali privati;  storie e aneddoti dei residenti del confine  presentano un’immagine multisfaccettata della frontiera più perfetta del mondo.

Se non fosse che poi l’ha spazzata  via uno tsunami.

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Strana ricetta: fettuccine alla romana. Cercasi conferma.

Pubblicato da npanna su agosto 27, 2008

Ho da poco tradotto un testo sulla pasta all’uovo in cui veniva esaltata la gustosissima ricetta delle “Fettuccine alla romana”, ma sopratutto lo sfizioso incontro tra la nobile fettuccia e il parmigiano, con un pizzico di noce moscata e un poco di crème fraîche.

Crème cosa?

Ho contattato il cliente per comunicargli:

1) questa cosa noi non l’abbiamo in Italia

2) non ci pensiamo nemmeno di avvicinare alla fettuccia immacolata un prodotto francese!

3 se vuole ci mettiamo un cucchiaio di panna da cucina, ma senza esagerare

Oppure si tratta di uno sviluppo recente diffusosi anche in Italia, e non solo in Germania, durante la mia lunga permanenza a Berlino?

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Con la forza si ottiene tutto!

Pubblicato da npanna su giugno 20, 2008

Da un manuale di istruzioni:

“I valori selezionati appariranno sul video entro 10 secondi. Se ciò non dovesse accadere, picchiettare il coperchio dell’apparecchio”

A tutti gli aggeggi dispettosi in commercio: che sia chiaro! Altro che manutenzione di qua, assistenza di là, d’ora in poi si passa alle maniere forti!

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Nuove professioni

Pubblicato da npanna su giugno 19, 2008

Avete mai sentito parlare dell’installatore solare? C’è chi per fare il suo lavoro indossa una lampada da fronte e chi gira con un modulo fotovoltaico in testa :-) È lo stesso signore che si chiama anche solatore. Questa nuova professione va molto di moda in Germania e chi installa impianti fotovoltaici si chiama appunto Solateur. E se fosse una signora? A rigor di logica … essendo Friseuse il corrispettivo femminile di Friseur (parrucchiere) avremmo dunque una Solateuse a Berlino, e una solatrice a Paris? E in Italia? Una solatessa?

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Matematica per traduttori

Pubblicato da npanna su giugno 19, 2008

Quando si tratta di tradurre opzioni di menu per schermi di apparecchi, i clienti spesso impongono un numero determinato di battute a riga. Cosa comprensibile dato che la videata di un apparecchio non ha uno spazio infinito. Perciò si ricevono istruzioni del tipo: per la prima riga sono ammesse max. 13 battutte, per la riga dalla 2 alla 4: 18. Da quel momento si cominciano a coniare tutte le abbreviazioni più disparate ed è guerra aperta ad articoli e complementi di specificazione. A rendere il tutto ancora più intrigante si aggiunge inoltre una specificità del tedesco: I NOMI COMPOSTI. Da sostantivi come Rücklauftemperaturanhebung con 26 lettere viene fuori una traduzione in italiano di 36 battute che zippata a 13 ci da aum temp rit. Abbreviazione nemmeno tanto chiara agli insider, figuriamoci agli utenti che penseranno di aver acquistato un apparecchio balbettante. Invano proveranno a selezionare nuovamente l’italiano, no no, c’è poco da fare, quello è proprio l’italiano che parla il vostro apparecchio: monco. Ah ma non venita a lamentarvi con noi poveri traduttori, no no.  Ormai ci mettono a fare matematica, non a tradurre. Ecco infatti l’istruzione di oggi: per la riga 1 sono consentite massimo 17 battute meno il numero di battute della parola “attivo”. Quanto fa secondo voi? O piuttosto, fa senso? Ma voi la capite?

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Dettagli dettagli

Pubblicato da npanna su giugno 12, 2008

- Naná? Ti vorrei leggere una frase tradotta

- Dimmi

- “La pompa non raggiunge la temperatura di 5065 °C”

- :-) Ma dove? Sulla superficie del sole? Di cosa stiamo parlando? Di materiale per la NASA?

- No? Di un circuito di riscaldamento …

- Eh bhe allora è chiaro che qualcuno ha dimenticato un trattino per strada

- Sì, tu

- Vabbè, dai, dettagli trascurabili, un trattino in più un trattino in meno …

- Naná!

- No? :-(

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Nomenclatura tedesca

Pubblicato da npanna su giugno 12, 2008

Die neuen Erdbewohner = i nuovi abitanti del pianeta Terra

I tedeschi non si fanno fregare nelle denominazioni. Mica si nasce su Giove? Altro che noi italiani … i neonati, i nuovi arrivati … Ma nati e arrivati dove ESATTAMENTE? Ecco che il tedesco ci fornisce una riposta chiara laddove l’italiano presenta invece una lacuna semantica indubbiamente inaccettabile.

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