Originale in tedesco, fate partire il cronometro
- Pronto, sì, sì, l’ho comprato, sì, sono in metropolitana, sì, 5 fermate, ci vediamo di fronte alla biblioteca, sì, tra 10-11 minuti sarò lì!
Pubblicato da npanna su Maggio 10, 2009
Originale in tedesco, fate partire il cronometro
- Pronto, sì, sì, l’ho comprato, sì, sono in metropolitana, sì, 5 fermate, ci vediamo di fronte alla biblioteca, sì, tra 10-11 minuti sarò lì!
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Pubblicato da npanna su Febbraio 19, 2009
DE: Cosa facciamo oggi a cena?
IT: Uhm
DE: Abbiamo ancora patate…
IT: No, patate no, le ho mangiate anche a pranzo, lesse
DE: Le possiamo fare al forno?
IT: Ma sempre patate restano!
DE: E se le facessimo in padella?
IT: Ma non possiamo mica mangiare tutti i giorni patate!
DE: Ah no?
IT: Certo che no, dobbiamo cercare di avere una dieta il più variegata possibile. E se facessimo la pasta?
DE: Ah, la pasta sì e le patate no?
IT: …
DE: La pasta l’abbiamo mangiata anche ieri!
IT: Ma la possiamo fare col sugo alle melanzane…
DE: Quindi le patate non si poooossono mangiare tutti i giorni, e la pasta sì?
IT: Ma ieri erano tortiglioni in bianco con le zucchine, oggi facciamo farfalle al sugo alle melanzane: tutto un altro mondo! Vedi bene anche tu che c’è una certa differenza…
DE: Ma sempre pasta resta.
IT: … mangiamo cinese?
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Pubblicato da npanna su Gennaio 9, 2009
Da una rivista femminile tedesca
“Come si sa, il travaglio può durare anche un giorno intero. Non sottovalutate la fame! È bene portarsi in ospedale anche qualcosa da mangiare. Perfetto per l’occasione il purè di patate. “
Chi è che non ci pensa alle patate? Chi?
“Ma non dimenticate i futuri papà, anche a loro può venire fame durante la lunga attesa“.
Poverini! Una futile occasione come la nascita di un figlio non è certo un motivo valido per restare digiuni per più di tre ore. Che torto da parte di una donna. Che atto egoistico! Tutto quel tempo per un parto, e il pranzo? Lei si porta il purè e a lui? Nulla? Eh no no no.
Cosa gli diamo allora agli agitati e affamati paparini?
10 gocce di Xanax?
Nooo!
Un tozzo di pane bianco?
Nooo!
Le monetine per comprarsi uno snack alla macchinetta?
Nooo!
“Per loro, ideali e facili da trasportare, i mini wurstel“.
Come non arrivarci?
Merenda in sala parto con wurstel e patate: un must!
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Pubblicato da npanna su Dicembre 30, 2008
Dialogo originale in tedesco
- Nana’, ho controllato le offerte per la settimana bianca…
- Ah sì?
- Ho deciso che quest’anno, dati i risvolti della cosa l’anno scorso…
- (Che ti ho mollato forse?)
- … avrei chiesto prima a te… Ti spedisco il link per mail, così puoi scegliere la località e il periodo di febbraio che preferisci, ci dai uno sguardo?
- Hmmm, ma lo sai che io non so sciare, che non ho l’attrezzatura…
- No, ma nel prezzo che vedrai è compreso anche un corso per principianti, e poi, l’attrezzatura la possiamo affittare!
- Controllerò…
……………………………………………………………………………………………………………………………………………………
- Nana’, hai controllato per la settimana bianca? Hai scelto?
- Sì.
- Cosa ne pensi?
- Ne penso che costa 600 euro solo il soggiorno con mezza pensione, se ci aggiungiamo l’attrezzatura arriviamo almeno a 900 euro e, visto il mio stipendio, considerato che non ho risparmi e che vorrei mangiare anche a febbraio, no, direi proprio che non me lo posso permettere.
- Ma io vorrei che venissi!
- Non posso, non mi bastano i soldi.
- Ma io, ma io ti do 100 euro!
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Pubblicato da npanna su Dicembre 10, 2008
- Domenica l’ho fatto! Ero curiosa di sapere com’è.
- Davvero? È com’è stato?
- Strano. Non sapevo bene cosa fare, come comportarmi, come muovermi.
- Hai guardato gli altri?
- Sì
- Hai fatto come loro?
- Sì
- Beh, allora non puoi aver sbagliato di molto.
- Ho cercato di imitare tutti i gesti, ho mosso la bocca quando la muovevano tutti, mi sono messa in fila…
- Ti sei messa in fila?
- Certo! Ho visto che si mettevano tutti in fila e mi sono messa in fila pure io.
- E poi?
- E poi mi son ritrovata quella cosettina in mano, e non sapevo cosa dire, allora ho detto “grazie”.
- E l’hai mangiata?
- Sì
- Hai mangiato l’ostia?
- La mangiavano tutti, ormai ce l’avevo in mano, cosa dovevo fare?
- Ti devo dire una cosa.
- Dimmi
- Andrai all’inferno. Hai commesso un peccato mortale!
- Ma ci andavo lo stesso tanto, non sono neanche battezzata.
- Così potevi aspirare almeno al limbo. Ora non c’è più niente da fare. Sei dannata per sempre!
- Quindi sono senza speranza?
- Purtroppo sì, mi dispiace.
- Allora mi posso concedere di peccare oltre?
- In effetti, non avevo tenuto conto del lato positivo della cosa.
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Pubblicato da npanna su Ottobre 29, 2008
Nella fattoria… è cominciata la settimana di convivenza per i Bauer e le Frauen del programma tedesco Bauer sucht Frau (cfr. articolo precedente)
Georg Fa ammenda e rivede la posizione della puntata precedente: non è vero che vorrebbe che Tizia fosse più magra! “A me piacciono le ragazze corpulente.” Ma, bello bello, corpulenta a chi? Non ce la fa proprio a non insultarla. A proposito di peso, come la mettiamo con la magra figura in quello che dovrebbe essere il suo campo? Georg si perde le mucche e i vitelli nel pascolo del vicino e va a recuperarli bestemmiando. Hai voglia di dire komm, na komm, komm! Le mucche gli fanno ciao e si godono la trasferta.
Menomale che la festa di benvenuto per Tizia lo rimette subito di buon umore. “Vi presento la mia donna”. “Donna vieni qui a conoscere il mio amico Paul”, “Donna, dove sei?” “Donna hai mangiato l’insalata di patate?”, “Donna, balliamo?” E a fine serata Georg confida ai telespettatori: “È stato davvero bello avere una donna al mio fianco. È stato molto bello che la donna mi scegliesse i vestiti. Non sapevo cosa mettermi, e la donna è venuta e con grande naturalezza ha preso dall’armadio la combinazione giusta per me.”
Che uomo!
Torsten
Anche per Torsten e Principessina la settimana si apre con tutti gli obblighi legati ad una fattoria. La giornata comincia a stomaco vuoto (tutto ha una sua logica) nella stalla dei maiali. La bella K. indossa dei praticissimi stivaletti di gomma con 7 cm di tacco; ma la cacca ci si appiccica lo stesso. “Non credo che la stalla ogni mattina faccia per me”. Almeno la festa di benvenuto? Torsten invita amici, vicini, parenti nel giardino di casa. Viene servito maiale arrosto compreso di testa su un piatto che Lady K ha l’onore di trasportare al buffet. Lady K rischia di vomitare: “No grazie, carne … non mi va, e poi, li abbiamo visti stamattina nella stalla i maialini …”. Torsten ribatte: “Ah, qua funziona così, lo vedi di mattina, lo mangi la sera!” Lady K. digiuna e butta giù un bicchierino dopo l’altro e Torsten commenta: “Non hai fame, ma sete … !!!”"Io di solito non bevo!”, ribatte Lady K. che sta rivedendo i suoi principi per vivere in una fattoria!
Günne: il macho della fattoria. Mentre la sua bella dorme ancora, Günne fa sollevamento pesi in cortile per tenersi in forma e, testuali parole, “fare colpo su caia”. Dopo di che si infila sotto la doccia e con lui la telecamera, regalandoci momenti di grande intimità. Adesso sappiamo anche come è fatto Günne da più punti di vista. Fresco e profumato prepara la colazione per la sua ospite e gliela serve a petto nudo, seduto a tavola, con tutti i pettorali tesi. Commento dell’impressionata giovane di città: “Mi sono dovuta sforzare per non ridergli in faccia”.
Heinrich Pensa di trovare Tizia ancora a letto a poltrire. Tizia invece è già in giro per i campi a raccogliere patate con la mamma di Heinrich, una signora ridanciana e vivace nonostante i 76 anni e un figlio a cui badare. Heinrich è piacevolmente sorpreso dall’operosità di tizia e commenta: bene bene, così si fa! Qua si lavora. E dopo il dovere, il momento del piacere: la colazione. Pane, burro e companatico. Tizia si taglia una fetta di pane e toglie via la crosta. Heinrich le chiede: “La crosta non la mangi?”. Tizia risponde: “No, la crosta non mi piace, non riesco a masticarla”. Heinrich la riprende immediatamente: “Cosa vuol dire non la mangi? Ma stiamo scherzando che si butta via un pezzo di pane!! Con quello che costa oggi il pane! In questa casa non si butta nulla. La crosta poi, proprio quella che fa bene!”(Quella era la buccia della mela Heinrich) E batte con forza il pugno sul tavolo. Tizia, che se fossi stata io mi sarei messa a piangere, lo guarda seria e ribatte: “Io la crosta non la mangio! Chiaro?” e replica con un pugno due volte più rumoroso quello di Heinrich, che rimane ammutolito. E abbassa il cappello Heinrich che qua ci parte una pappina e nemmeno te ne accorgi. “Certo che Tizia, è proprio bellina!”, dice Heinrich a fine giornata.
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Pubblicato da npanna su Ottobre 27, 2008
È cominciata la seconda serie del programma tedesco Bauer sucht Frau che mi prendo la libertà di tradurre con Agricoltore-Allevatore-Pastore cerca moglie. Agricoltori, allevatori, pastori, appunto, sono i tronisti della Germania rurale, contesi da donne desiderose di lasciare la città per diventare signore su una fattoria. Nella fase che precede l’inizio delle trasmissioni, i signori si presentano in un video. Le interessate si candidano scrivendogli una lettera con tanto di foto e attendono risposta. Il Bauer riceve le lettere, effettua una cernita e fra le tante ne sceglie solo due. Queste le regole preliminari. E arriviamo così alla prima puntata in cui i Bauer incontrano le loro due favorite e, dato il carattere monogamo ufficiale della nostra società, vengono posti di fronte al difficilissimo compito di ridurre il campo a una prescelta. Questa trascorrerà una settimana nella fattoria col fine dichiarato di conoscersi meglio.
Ma passiamo a presentare alcuni dei protagonisti della seconda serie, esempi di maschio tedesco.
- Georg. Dopo aver ridotto la sua cerchia ad una ragazza solare e simpatica, Georg confida le impressioni del giorno alla Germania intera : “Caia è molto dolce, però, beh, un po’ più magra mi sarebbe piaciuta di più. Ma come si dice: sul morbido si dorme meglio!”
Ecco, evviva la sincerità! Un corno! L’affascinante Georg si porta dietro NON un po’ di pancetta, non un accenno di maniglie dell’amore, ma un autoclave traboccante. E si permette lo stesso!
- Heinrich: signore su 260 pecore! Heinrich conosce un sacco di canzoni, e le canta con passione. Canzoni pastorali, con il mantello verde che gli scende sul corpo lungo lungo, il cappello che gli fa ombra sul naso aquilino, e il bastone stretto nella mano destra. Dice delle sue performance a cielo aperto: “Quando canto, si avvicinano delle ragazze ad ascoltare, e mi guardano, ma oltre gli sguardi non siamo mai andati” . Comincerei a chiedermi il perché Heinrich! Al momento di preparare la camera degli ospiti per la sua prescelta (il lato sinistro della sua stessa camera da letto, scelta opinabile, ma Heinrich saprà il fatto suo), Heinrich si aggroviglia nel copripiumone, mentre la mamma ultrasettantenne, con la quale Heinrich ancora vive, lo sciocca affermando che forse, Heinrich, è arrivato il momento di imparare a fare il letto. Heinrich, signore su 260 pecore, aiuta la mamma controvoglia e commenta: “Questa è la prima e l’ultima volta che facciamo il letto per lei, se vuole dormire, la prossima volta se lo fa da sola”. Non soddisfatto di questa meravigliosa dichiarazione d’amore, aggiunge a fine giornata: “Una donna che non sa fare il letto, non è quella giusta per me!”.
- Torsten: il bello e romantico della serie. Ha ricevuto oltre 60 lettere e nonostante tutto è riuscito a scegliere una candidata. È andato a prenderla alla fermata del pullman con un calesse. Una roba a sei cavalli bianchi tutti necessari a trasportare il baule che la prescelta si è portata dietro per la settimana nella fattoria. Torsten non si è ancora distinto per uscite degne di nota, ma diamo tempo al tempo.
- Hansi. Come detto sopra, i Bauer effettuano una scelta tra tutte le candidate che si son prese la briga di scrivergli una lettera, le riducono a due e nella prima puntata si decidono per una sola. Con le dovute eccezioni: Hansi. A 70 anni si è spesso confusi, ecco perché Hansi ha deciso se le porta entrambe una settimana in fattoria. LE prescelte hanno dovuto ingoiare la decisione di Hansi, chi più chi meno bene. Tizia infatti si è messa a piangere e ha confidato alla telecamere che per lei è una situazione insostenibile e ha l’impressione che la sua rivale non la sopporti. Guerra in vista!
Questo per ora un piccolo assaggio. TO BE CONTINUED
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Pubblicato da npanna su Settembre 19, 2008
Per non restare indietro a chi scrive articoli sui piedi di Barbara D’Urso, ho deciso di riportare un dialogo sui piedi della mia a volte amica, a volte conoscente Unke, dal titolo: quando l’arroganza della bella tedesca Unke non ha limiti. La scena si svolge in palestra, Unke e Naná fanno stretching prima dell’inizio dell’allenamento di TKD.
- Unke, non avvicinarti troppo ai miei piedi, puzzano!
- Ahahahahah
- Sto venendo direttamente dal lavoro, non ho fatto in tempo a lavarli, allontanati se ti dà fastidio
- Esagerata! Ma quando mai puzzano!
- Sì, sì, puzzano proprio
- Ma da cosa dipende? Hai problemi di sudorazione?
- Da cosa vuoi che dipenda Unke? Avevo le scarpe 10 ore di seguito e poi sono venuta all’allenamento, certo che puzzano!
- No Naná, magari hai qualche fungo
- Fungo? Unke, puzzare è nella natura di un piede. Un piede che non puzza è sospetto.
- I miei piedi non puzzano!
- ?
- Io non ho mai sentito i miei piedi puzzare!
- ?
- Naná se ti dico che non puzzano, non puzzano e basta, mica siamo bestie!
- Ma un loro, non dico puzza, ma un loro “odore”, ce l’hanno?
- Io non gliene sento
- E … l’olfatto di solito? Sarai un caso di iposmia?
- Naná, io non ho mai sentito puzzare un piede, né a casa mia, né da amiche, né a scuola
- Ah, ho capito Unke: finora hai avuto a che fare solo con piedi nordici, nobili e asettici. Niente a che vedere con i piedi mediterranei, maleodoranti e pelosetti.
- Pelosetti?
- Sì Unke, a noi capita di farsi addirittura la ceretta alle dita dei piedi!
- La ceretta? Io peli nei piedi non ne ho!
- Non avevo dubbi Unke! Le unghie almeno ti crescono?
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Pubblicato da npanna su Settembre 4, 2008
Finalmente è arrivato il gran giorno!
Sono fiera di annunciare di essere membro ufficiale del Comitato Organizzativo per la Festa di Natale, e lo sono esattamente dal 14 luglio, (perché le cose si fanno per tempo in Deutschland) quando ancora non sapevo dove avrei trascorso il Ferragosto. Ma le mie superiori avevano già pianificato le festività natalizie per me. Una parte per lo meno: la festa dell’azienda. Nella mail, datata appunto 14 luglio, si può leggere: “Care Eva e Naná, quali ultime assunte, avrete l’onore di organizzare la festa di Natale dell’azienda insieme a me. Vi comunicherò presto la data del primo incontro”.
Quaranta minuti dopo già si sapeva: il 4 settembre dalle 14:00 alle 14:30 nella sala riunioni.
Oggi, appunto, il Comitato, formato da ben tre membri, si sarebbe dovuto riunire per la prima volta per raccogliere idee e proposte su possibile location, genere musicale e tema dell’evento e sulle attività di svago, a quanto pare irrinunciabili, per animare la serata.
E invece?
Riunione rimandata! Se ne riparla tra due settimane!
Noooo. Mancano solo 102 giorni a Natale. Ce la faremo?
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Pubblicato da npanna su Agosto 31, 2008
DE: Dove sei? Che fai? Ci vediamo?
IT: Sono da ‘Nessa, a soli 10 minuti da casa tua, ad una fermata di metropolitana da te, vieni?
DE: No grazie, da qui a cambiarmi si è fatto tardi e poi sto guardando un film. Ma se vuoi puoi venire tu da me più tardi.
Il giorno dopo:
DE: Ciao tesoro, c’è un motivo particolare per cui ieri non ti sei fatta più sentire?
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