La stretta di mano è la massima espressione di entusiasmo quando si salutano tra amici. Se da buon sud europeo provi a baciarli sulla guancia indietreggiano col busto. Se eventualmente decidessero di sì, che per una volta si può anche simulare un caloroso saluto, ti aggrappano alle scapole, ti tirano forte contro il loro petto e laddove ti saresti aspettato la guancia trovi un orecchio, dove finisce il tuo bacio, con grande senso di disgusto da parte di entrambi.
Insomma, i tedeschi non sono campioni di effusioni.
Ma hanno la buona volontà di rimediare, di imparare.
La stampa tedesca ci informa che sono aperti nelle principali città della Germania corsi di coccole e carezze destinati a chi soffre di “carenza di contatto fisico”. Ma non immaginiamoci orge sfrenate, poiché il tutto si svolge in maniera ordinata e disciplinata, con tanto di sanzioni e addirittura di espulsione per chi trasgredisce alle regole.
Queste stabiliscono che sono assolutamente interdetti palpeggiamenti, movimenti pelvici e il compiacimento erotico e definiscono le zone del corpo inaccessibili ai partecipanti: nella donna il seno, il grembo, il sedere; nell’uomo “sopratutto” il cavallo.
Tutto chiaro? Pensate di farcela a contenere le vostre pulsioni sessuali?
Bene, cominciamo.
Ci troviamo in una sala con circa una trentina di partecipanti che non si conoscono tra loro. Il moderatore del seminario fa partire la musica per riscaldare l’atmosfera: Un, dos, tres, Maria.
Si, esatto. Proprio quella. L’aemulatio tedesca dei latini passa attraverso Ricky Martin. Che la detta canzone tratti della incontrollabile passione del protagonista nei confronti di una certa Maria è poi un fatto trascurabile immagino e sono certa che sia stata scelta in base alla melodia, al ritmo e l’alto grado di ballabilità. Il primo esercizio da svolgere è infatti ballare con un collega di corso e … mettergli le mani addosso! Sempre nel rispetto delle regole s’intende. Perché si ha anche il diritto di dire NO. Se si viene infatti accarezzati in un punto non espressamente proibito dalle regole ma tabù per il partecipante, questo può dire GIÚ LE MANI CHE IL RADIO NON VOGLIO E TANTOMENO L’ULNA, ALTRIMENTI LO DICO AL MODERATORE che sorveglia tutti con occhio vigile, pronto ad intervenire al primo sgarro.
Una volta superate le esitazioni iniziali avviene il miracolo: nella sala si diffonde un coro di “jaaaaaaaaaah” di piacere. Ora si può passare a cuor leggero alla fase successiva. I partecipanti vengono invitati a sdraiarsi su dei materassini, a bendarsi a vicenda, per sperimentare fino a tre ore di “ciechi piaceri” di carezze e coccole. Chi dovesse sentirsi sovraffaticato fisicamente e mentalmente può ritirarsi in disparte su dei materassi appositi in un angolo della sala.
La “terapia” ha ovviamente anche un fondamento scientifico: le carezze riducono la secrezione del cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, e aumentano quella dell’ossitocina. Ma questa secrezione, necessità della presenza di completi sconosciuti?
Alcuni sociologi sono invece del parere che tali seminari, in realtà, non aiutano poi molto poiché il tanto acclamato calore dell’anima in realtà viene represso dalla presenza di regole e moderatore percepiti come elemento di disturbo e forse anche inutili dato che chi decide di frequentare un corso per imparare a toccare e a farsi toccare non è certamente la persona più passionale che esista e un seminario di 40 “alunni” che soffrono tutti di questo stesso “disturbo” non c’è rischio degeneri in un’orgia.
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Oltre alla riscoperta delle virtù del contatto fisico, lo scopo del seminario è anche quello di recuperare una capacità che possedevamo da bambini e che i tedeschi hanno perso nell’età adulta: comunicare affetto tramite il corpo. Ma perché avviene questa mutazione nel corso della vita di un tedesco rendendolo freddo e distanziato?
Il culto dell’individualismo? (Accarezzando solo me, godo del 100% del piacere, perché dovrei condividerlo con gli altri diminuendo così la percentuale che mi spetta di diritto?)
L’egoismo? L’arroganza? La burocrazia? (Mi compili questo modulo in triplice copia se vuole che le dia un abbraccio!)
Una partecipante commenta soddisfatta che il seminario abbia la potenzialità di influenzare soprattutto gli uomini nel loro rapporto col fenomeno “coccole”. Tutti i suoi ex, e probabilmente quelli del 150% delle restanti donne al mondo, vivono le coccole esclusivamente come preludio al sesso. Al seminario gli uomini hanno invece finalmente la possibilità di conoscere questa distinzione.
Forse. Ma più probabile è che accarezzino per tre ore delle sconosciute e che a casa si sfoghino a letto con le rispettive fidanzate che si chiederanno: ma le coccole adesso non si fanno più nemmeno prima del sesso???
Ma è inutile interrogarsi sul rapporto che esiste tra freddezza d’animo e dinamiche psicosociali e culturali perché, alla fine, anche questo male è riconducibile ad una sola grande colpevole: la tecnologia! Rieccola, ancora lei. Si legge: “Viviamo in una società basata sulla vicinanza virtuale e tecnologica delle mail, delle chat, degli sms, del sesso al telefono, una realtà nella quale non è più possibile sperimentare la vicinanza corporea.”
Ma per guarire, invece di pagare per farsi toccare e toccare degli sconosciuti, non basterebbe esternare un po’d'affetto nei confronti di amici e partner che poi magari ci scappa pure un sano abbraccio?