Impazzendo

traducendo … emigrando … riflettendo …

Archivio per la categoria ‘Accompagnando gli americani’

Nelle vesti sbagliate

Pubblicato da npanna su ottobre 13, 2008

Briefing di hostess, un giorno prima dell’arrivo degli Americani (con la A majuscule) e due minuti dopo il colloquio di lavoro lampo conclusosi positivamente. Le parti in corsivo illustrano i miei pensieri durante la riunione chiarificatrice sul programma dei 5 giorni successivi.

- Il secondo giorno, Valeria e Giuliana accompagneranno il gruppo a Rumini, Francesco e Davide porteranno i turisti a visitare il pozzo di santa Tina; Mara e Silvia faranno invece il primo giorno l’accoglienza all’aeroporto alle 9 mentre Timotea e Antonella si divideranno in due pullman.
- Uhm, cominciamo bene
- A che ora dobbiamo essere all’aeroporto? Chi passa a prendere Mara?
- Silvia con chi va?
- Timotea e Antonella da dove arrivano? In che gruppo sono?
- Una volta all’aeroporto, chi accompagnerà gli americani all’hotel? E chi resterà ad accogliere il secondo gruppo?
- Che chiasso, che confusione, io non ci capisco nulla
- Mara, Silvia, Giuliana, Timotea e Antonella resteranno fino alla partenza dei bus, mentr-
- Quanti bus ci saranno?
- tre Francesco e Davide andranno e torneranno, diranno agli autisti di aspettare per riportarvi all’aeroporto.
- Dobbiamo mettere la divisa?
- Chi di voi non ha la divisa? Timotea e Antonella devono ancora prenderla. Timotea e Antonella verranno in macchina e daranno un passaggio a Giuliana.
- E le altre, come vanno le altre?
- Io ho bisogno di sapere a che ora partiremo il giorno delle escursioni.
- Chi andrà in escursione?
- E i gruppi? Sono stati scelti?
- Fatemi uscire, mi manca l’aria, ma non esiste parlare una alla volta?
- Alle escursioni andranno di sicuro Giuliana e Valeria, cosa faranno Timotea e Antonella, dobbiamo ancora deciderlo, dato che sono appena arrivate e mi devo ancora consultare con Longa …
- Ah ma non importa, possiamo anche rinunciare a questo punto, mi gira la testa, io sono in vacanza non chiedetemi di pensare
- Timotea e Antonella hanno comunque dei posti in macchina, vero? Vero? Vero Antonella? Eh, Antonella?
- Scusate! Non vorrei deludervi, cioè, se volete possiamo anche lasciare le cose come stanno. Insomma, voglio dire, non c’è bisogno di stampare il programma nuovamente, corretto, ecco, per 5 giorni mi posso anche adattare, però sappiate che, se non reagisco, non è perché non mi state simpatici, ma piuttosto, ecco, insomma, mi chiamo Naná e non Antonella. Ma, ripeto, continuate pure.

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Il mondo di Tex?

Pubblicato da npanna su ottobre 10, 2008

Il bus numero due raggiunge all’area di sosta il bus numero uno, arrivato come al solito per primo.

- Questi sono tutti dei deficienti!
- Questi chi Michelle?
- Questi americani di merda! Perché? I vostri? Saranno anche peggio!
- Mah, noi veramente stiamo benissimo.
- I nostri sono persone deliziose, squisite!
- Vero Gabriella? Noi stiamo benissimo.
- Sempre a me capitano gli stronzi? Grezzi, cazzoni!
- Ma cosa hanno fatto?
- Cosa hanno fatto? Piscioni e pure gratis!
- In che senso?
- Prima di scendere dal pullman, gli ho detto: andate in bagno, ma CONSUMATE! Da noi per usare il bagno, si deve consumare!
- Michelle, ma gli hai detto veramente così?
- Stronzi, imbecilli, non hanno mica consumato? Su 50 che sono, avranno comprato una bottiglia d’acqua in due.
- Ma Michelle, che figura ci facciamo?
- Che figura ci fanno loro! Bastardi!
Un’americana si avvicina mortificata a Michelle:
- M Mi Mii Michelle, was the waitress angry?
- OF COURSE!
Sussurrato:
- Timotea? Ma Michelle?
- Tutti stronzi per lei
- Quella vive nel mondo di Tex, Timotea, attenta a parare i colpi!

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Bus numero uno

Pubblicato da npanna su ottobre 10, 2008

Dialogo tradotto dall’inglese
- Signora, ha un sacco di buste, ha comprato cose buone? E’ stato uno shopping fruttuoso?
- Sì, sì, tutti prodotti esotici per noi, che non trovo in America. Ma, mi dica, sa se il bus numero uno è già partito?
- Uhm, non saprei…, lei è nel bus numero uno?
- Sì, il bus numero uno, tremendo, severo, l’unico bus SEMPRE in orario! Siamo SEMPRE i primi, cinque giorni di seguito: i primi a partire, i primi ad arrivare. E anche oggi: chi lascerà il parcheggio per primo? Il bus numero uno!
- Vedrà che non partiranno senza di lei
- Quelli non aspettano nessuno! E mi beccherò persino una sgridata dalla guida.
- Michelle?
- Sì.
- Ma quando mai signora! E poi, se dovessero proprio lasciarla a terra, può sempre salire con noi, nel bus numero due, noi siamo indisciplinati.

Si vede in lontananza il bus numero uno lasciare il parcheggio.
- Eccolo! E’ partito! Lo sapevo, mi hanno lasciata qua. Eppure ci contano sempre…
- Eh signora, l’hostess del bus numero uno, quella Timotea, ce la mette tutta, ma per i numeri…

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Notte infinita

Pubblicato da npanna su ottobre 10, 2008

- Timotea, ma tu ti ricordi come arrivare alla nostra camera d’albergo?
- Certo Nanà, mi ricordo mi ricordo. Passiamo a fianco alle piscine, andiamo sempre dritte, entriamo in una stradina buia buia, non ti spaventare eh? Giriamo un paio di volte a sinistra, saliamo le scale e ci siamo.
- Bene Timotea, mi fido di te.
- Allora, andiamo!
…………………………………………………………………………………………………………………………….
- Timotea, la nostra camera è il numero?
- 967
- Ci fossero almeno delle indicazioni. Ma quanto è grande questo villaggio?
- Molto Nanà
- Avrebbero potuto mettere dei cartellini, tipo da stanza 100 a 200, e invece no, alberi, arbusti, siepi davanti alle porte e non se ne riconosce nemmeno una. Per non parlare dell’illuminazione…
- Eh lo so, qua ci potrebbero violentare e non se ne accorgerebbe nessuno!
- Timotea, ma dove stiamo andando?
- Ehm
- Non dovevamo girare a sinistra?
- Abbiamo girato a destra?
- Boh. Prova a salire quei gradini.
- Qua ci sono le stanze dall’800 in giù
- Non va bene, scendi scendi torniamo alla stradina
- E’ un vicolo cieco Timotea
- Da dove siamo venute?
- Non lo so
- Se siamo entrate, potremo anche uscire
- Non lo so Timotea, sono stanca, adesso mi metto a piangere.
Si apre una porta:
- Excuse me? Excuse me? Can you help me?
- Timotea, fai finta di non aver sentito, ti prego!
- Excuse me?
- Yes?
- The phone is not working…
- Miiiii, non funziona il telefono e cosa me ne frega signora? E’ quasi l’una di notte, il telefono, il telefono.
- I want a wake up call for tomorrow morning, but the telephone does not have numbers!
- Come sarebbe a dire: il telefono non ha i tasti dei numeri? Faccia vedere signora.
- Sì è vero, Timotea, guarda, è un telefono senza tasti!
- Uhm …
- Ci sarà un pulsante per chiamare la reception?
- Premi R!
- Da occupato.
- Premi RP, magari sta per RecePtion
- Nanà?
- Cosa?
Timotea abbassa uno sportellino sulla base del telefono
- Ecco i numeri
- Oh my God! I am so sorry!
- Ho trovato un prospetto dell’hotel con le informazione di cui abbiamo bisogno. L’importante è aver ritrovato i tasti del telefono, siamo a posto, allora Timotea, componi il 19.
- I am so sorry that you guys are wasting your time for me
- Signora non si preoccupi, we got lost, we were looking for our room
- Nanà, a che ora la vuole la signora la wake up call?
- Chiediglielo tu
- Dai tu, io non ho più voglia di parlare inglese
- Nemmeno io Timotea. Vai di monosillabo: wake up call when?
- 6.30
- Fatto signora. Ok, done, good night.
- Thank you very much guys! I wish you luck finding your room!
- Grazie signora, ne abbiamo bisogno.
- Cammina Nanà, cammina, vedrai, ci siamo quasi.
- Timotea? Nanà? Ancora in giro?
- Daniele! Evviva, Daniele! Daniele ha la stanza a fianco alla nostra! Sei sul pianerottolo della tua stanza?
- Sì
- Come facciamo a salire da te? Ci separa un muro, se potessimo scavalcare saremmo arrivate anche noi in camera … come ti possiamo raggiungere? Dov’è l’ingresso? Da che parte dobbiamo passare?
- E’ facilissimo: aggirate questo edificio e siete arrivate!
- Corri Timotea, corri! Daniele? Vienici a cercare se non ci vedi arrivare va bene? Promesso? Non lasciarci vagare, promesso?
- Sì, sì, andate.
- Aggira Timo
- Uhm
- Cosa?
- Da qua non si può uscire, ci sono solo cespugli
- Da qua invece sì, vieni vieni, seguimi
- E adesso dove siamo?
- Che buio
- Non cominciare eh!
- Trovami la stanza Timotea, ti prego Timotea
- Smettila di piagnucolare. Ci sono ci sono, le scale ecco le scale! Sali Nanà, sali, ce l’abbiamo fatta, non ci posso credere! La chiave, dammi la chiave.
- La chiave?
- La chiave della stanza Nanà!
- L’hai data a me?
- Sì, l’hai messa in borsetta.
- Sì, mi ricordo. Ho pure detto: dalla a me quella chiave, finiremo per perderla! E l’ho messa in borsa. L’ho messa in borsa, l’ho messa in borsa, fammi togliere tutto … è possibile che l’abbia solo pensato e la chiave te la sia tenuta tu?
- Uhm

- Io mi ricordo benissimo di averla messa in borsa. Timotea, tu ti ricordi?

- Uhm

- Timotea, come è possibile? L’abbiamo persa? Abbiamo perso la chiave? Proprio adesso che avevamo trovato la stanza? Io mi metto a piangere, io dormo fuori sotto una siepe!

- Nanà, forza, dobbiamo tornare indietro, magari l’abbiamo lasciata al ristorante, sul tavolo, durante la cena.

- E se l’abbiamo persa? E se lo vengono a sapere le cape? Facciamo la solita figura di chi combina sempre guai. Capito? Noi tutte felici e spiritose, zac! Punite subito. Dobbiamo andare fino al ristorante? Ma poi te la ricordi la strada per tornare indietro? La ritroviamo la stanza questa volta?

- Ci facciamo accompagnare

- Uhm

………………………………………………………………………………………………………………………………….

Al ristorante:

- Scusi? Scusi? Avete per caso trovato una chiave su un tavolo? No? Sicuri? Nessuno di voi? No, ho capito, nessuna chiave. Timotea, alla reception, che storia ci inventiamo?

……………………………………………………………………………………………………………………………………..

Alla reception:

- Timotea? E adesso? Che versione dei fatti diamo? Parla tu, ti prego, non vorrei scoppiare in lacrime

- Ehm, la chiave della 967.

- Prego, vi rendo anche il documento.

- Gr grazie!

- Timo? Ceee che brava che sei stata! Che piano geniale! Io avrei detto: me misera, me meschina, ho perso la chiave, perdooono! Perdonatemi! Tu invece, domanda secca, brava brava! Davanti alle cape poi!

- Davanti alle cape?

- Perché? Non hai viste quelle tipe al bancone?

- Ah erano le cape?

- Sììììììììììì. E io credevo non l’avessi detto della chiave persa perché non lo sentissero le cape … ho pure pensato: porca zozza la sfiga! Cosa ci fanno queste adesso qua alla reception all’una di notte? Però, geniale mia sorella! Lei sì! Invece non le avevi nemmeno viste! E poi, miracolo: ce l’avevamo pure la chiave. Alla reception! Ce l’avrà portata dio?

- Speriamo non fosse la seconda. E se domani quando la consegniamo ce ne chiedono un’altra?

- Timotea, noi, sempre una ne abbiamo avuto! Cadiamo dalle nuvole, nemmeno sotto tortura. Una chiave. Di una seconda non abbiamo idea.

- Nanà, ma, ma

- Timotea? Hai visto anche tu?

- Cosa sta facendo quell’americana?

- La vedi anche tu con i tuoi occhi?

- Sì… ma, ma sta baciando … ?

- Quel cameriere! Quello brutto brutto! E l’amica? L’hai vista l’amica?

- Ha scattato una foto!

- O mio dio. No, questa poi! Si è leccato le labbra compiaciuto! Che orrore! Cammina veloce, corri corri.

- Menomale che ci sei tu con me, altrimenti penserei di essere finita in un universo parallelo stanotte. Fuggi, prima che ci chiedano di scattare la foto di un triangolo!

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Cercasi hostess

Pubblicato da npanna su ottobre 8, 2008

- Le hostess e gli autisti accompagneranno gli americani in pullman alla cena di gala. Li farete scendere all’ingresso dell’hotel Fox Bay e alla cena di gala non entrerete ASSOLUTAMENTE ma andrete direttamente al bar Il fornetto dove cenerete e trascorrerete il tempo fino a quando non vi daremo l’ok per andare a riprendere gli ospiti e riportarli in albergo. Tutto chiaro?

- Sì Longa, tutto chiaro.

………………………………………………………………………………………………………………….

Al bar Il fornetto, circa mezzora dopo aver scaricato gli americani alla cena di gala.

Hostess e autisti sono seduti ai tavoli, ridono, chiacchierano e rievocano gli episodi degni di nota della giornata.

- 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8. Uhm. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8. BOH, io ne conto otto. Scusate? Scusate? Ma gli autisti ci sono tutti? Sono arrivati tutti? O c’è ancora qualcuno che sta scaricando ospiti al Fox Bay?

- No Nanà, ci siamo tutti. Perché?

- Ah, ci siete tutti?

- Sì.

- Tutti tutti?

- Sì Nanà, cosa ti serve?

- Mia sorella, con chi era in pullman?

- Tua sorella? E chi è tua sorella?

- Timotea, mia sorella, quella con i capelli corti e lisci, si fa la piastra comunque. Con chi era Timotea? Non è mica tornata. Se gli autisti ci sono tutti, ci dovrebbe essere anche lei.

- Timotea?

- Sì, Timotea.

L’autista Alberto indietreggia con la sedia, si porta le mani alla faccia, sgrana gli occhi e urla:

- Ceee! Timotea! Timotea era con me. Cess! Me la sono dimenticata. Ho fatto scendere tutti e sono ripartito! Ceee Timotea. E adesso? Dammi il numero. La chiamo io. Ceeee, ma non dirglielo che me ne sono dimenticato. Ceee! Timotea? Pronto? Mi senti? Dove sei? Ti stavamo cercando, sei sparita. Ah, ci stavi cercando anche tu? Dove siamo? Ehm, io sono … sto venendo a prenderti, aspettami fuori dall’hotel. Clic. Ceee Timotea.

- Alberto?

- Sì?

- Ha proprio fatto colpo su di te Timotea!

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Adesso io chiudo gli occhi (2)

Pubblicato da npanna su ottobre 8, 2008

- Nanà?

- Zzzz

- Nanà?

- Signora, mi dica. Ha bisogno di qualcosa?

- Che tu ce l’hai il ragazzo?

- Signora è una storia complicata.

- Ah è complicata? Vuoi un consiglio da una persona più grande di te? Ascolta a me! Io sono vedova da 15 anni. Dopo ho avuto un uomo per 10 anni. 10 anni della mia vita ci ho perso, Nanà. Mi sono fatta prendere in giro per 10 anni.

- Perché signora? Cosa è successo?

- Quando ci siamo conosciuti, lui era da poco diventato vedovo. In Calabria ci siamo conosciuti. Un vero calabrese Nanà, prepotente, orgoglioso. All’inizio ci siamo detti: facciamo 6 mesi in Calabria da te, e sei mesi in America da me. Io ho due figlie Nanà, due figlie in America e nipotini, e lui pure, lui pure ci ha due figli in Calabria. Nessuno mi può allontanare dalle mie figlie, nessuno. All’inizio tutto bene. Facevamo sei mesi e sei mesi. Poi lui ha cominciato a farne solo 4, poi solo 3, e cercava di convincermi a trasferirmi da lui in Calabria. Quando ha visto che io ci soffrivo, ha cercato di venirmi incontro, promettendomi di trasferirsi LUI in America con me. E così è andato avanti per dieci anni. Dieci anni Nanà, dieci anni di bugie.

- Mi dispiace signora.

- Ma io le ho provate tutte Nanà. L’ho mandato pure a scuola, ce lo portavo io, e andavo pure a riprenderlo, ma nulla, nulla! Non si è imparato una parola di inglese, negato, troppo negato, un vero calabrese. Gli dicevo: fallo almeno per il tuo lavoro, per te stesso. Gli ho fatto conoscere tanta gente, ho provato a portare i figli in America, a cercargli pure a loro un lavoro. Nulla! Negato Nanà, manco una parola si è imparato. Dieci anni persi. Quindi mi sono detta: ma questo compagno, c’è? O non c’è? Non c’è? E ho chiuso. Abbiamo dei bei ricordi, gli ho detto, sicuramente, ma basta, io non ne voglio più sapere. Finita! Tu per la tua strada, io per la mia.

- Questo quando è successo signora?

- Ad agosto.

- Da poco quindi?

- Sì, sì.

- E lui? Come ha reagito?

- Io sono stata in Sicilia da mia mamma, adesso, a settembre. Ha squillato il telefono? Ho fatto l’errore di rispondere io. Era lui per dirmi se ci potevamo vedere. Ma ci ho detto: che non hai capito un cazzo? Questo non ha capito un cazzo! Ti ho detto, è finita! Bei ricordi, sì. Ma adesso basta.

- E lui? Cosa ha risposto?

- Lo sai cosa mi ha detto? Ma no, ma che dici, ma che fai, non ti riconosco più, ti stai comportando come una bambina. Non ha capito un cazzo, non ha. Bisogna essere forti. Fatelo dire Nanà da chi ha esperienza: pensa a te stessa. Quello? Come se non fosse successo nulla. Come se avessi parlato al vento.

- Allora, signora, non vorrei, ma credo non sarà l’ultima telefonata da parte sua.

- Che ci hai sonno Nanà? Ma se pensa di potermi allontanare dalle mie figlie, si sbaglia! I figli sono tutto Nanà. Quello non ha capito un cazzo. Dormi Nanà, ti vedo stanca.

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Adesso io chiudo gli occhi …

Pubblicato da npanna su ottobre 8, 2008

In pullman, in viaggio verso una delle tante tappe.

Ho tolto la giacca col cartellino da hostess sperando di potermi svestire del mio ruolo di assistente per almeno il tempo di una siesta.

Dialogo originale in italo-americano.

- Nanà, siediti, non stare là per terra, è pericoloso sedersi per terra in pullman, non sto tranquilla non sto. Se l’autista fa una fermata brusca voli fuori dal vetro.

- Signora, non importa, sto bene qua

- No Nanà, vieni a sederti vicino a me, non sto tranquilla, mi metti paura, vieni vieni

- Grazie signora, grazie, sono molto stanca, io adesso chiudo gli occhi, ok?

- Sì, sì, va bene.

- Nanà? Come si fa a mandare i messaggi?

- ?

- Ho tolto la scheda americana e comprato la scheda italiana e come si fa a leggere i messaggi?

- Signora, faccia vedere (Una cosa veloce perché mi cala la palpebra, signo’!)

- Tieni

- Mi chiede il PIN signora

- Aspetta che ce lo metto

- Mi chiede se vuole salvare una copia di tutti i contatti memorizzati sul telefono anche online

- E che cosa vuol dire Nanà?

- Diciamo di no signora

- Si può cliccare di no?

- Sì, già fatto signora

- Mi chiede se desidera attivare definitivamente questa scheda SIM

- In che senso Nanà?

- Non lo so signora, noi l’accendiamo e speriamo sia la risposta giusta

- Che risposta Nanà?

- Diciamo di sì (e incrociamo le dita signo’… ho sonno!)

- Ma si può dire anche di no?

- Certo signora, ma noi abbiamo detto di sì per velocizzare il processo

- Me li fai vedere i tasti per dire di sì e di no?

- Sono questi, le appare la scritta. Adesso la scritta non si vede, in un telefonino i tasti hanno più funzioni

- Come si fa a mandare i messaggi Nanà?

- Allora, dal menu principale va al menu dei messaggi e scende fino all’sms che le interessa. Prema su leggi e fatto!

- Aspetta, aspetta Nanà, è difficile, allora, da dove cominciare?

- Vada al menu principale

- E dove lo trovo sto menu principale?

- Signora, lo vede questo pulsante?

- Non ci ho gli occhiali, aspetta, aspetta, mica è facile sai?

- Prenda gli occhiali signora

- Ecco, quindi, come si comincia?

- Si comincia dal menu principale

- Non lo vedo

- Prema qua. La vede la bustina? Le indica che si è aperto il menu degli sms. Prema sulla bustina. Lo vede? E’ apparsa la lista dei messaggi. Adesso scorra fino a quello non ancora letto. Però signora, ne ha tanti non letti …

- Aspetta, è difficile sai?

- Signora, adesso lo faccia da sola, così lo memorizza e non ha più bisogno del mio aiuto (e soprattutto io posso dormire)

- Vediamo Nanà, allora, dove sta il menu?

- Signora, ma esattamente, cosa deve fare?

- Sto aspettando un messaggio, e volevo vedere se era arrivato

- Che messaggio signora?

- Questa è la scheda italiana, e quando l’ho comprata mi hanno detto che mi avrebbero accreditato 90 euro, per l’attivazione del contratto. Ma io non ce l’ho Nanà, non ce li ho questi 90 Euro

- Quanto credito ha?

- Ho 45 euro

- E’ possibile che li abbia già spesi signora?

- No Nanà, messaggio di conferma poi non me ne hanno mandato. Guarda, ti faccio vedere lo scontrino. Aspetta, ce l’ho nel borsellino. Ecco, c’è pure il numero di telefono, chiamiamo? Ah no, Nanà, lo vedi? Non sono 90 euro, sono 9 euro!

- Possono essere stati quindi già accreditati?

- Nanà ci controlli nei messaggi?

- Signora, mi da il permesso?

- Controllaci Nanà, controllaci

- Ma, ha tantissimi messaggi non letti

- Eh Nanà, io non ci controllo mai

- Ma saranno una sessantina

- Ci controlli se me lo trovi Nanà?

- Ma, ad uno ad uno?

- Non lo trovi?

- No, dico, saranno una sessantina di messaggi, lei mi da il permesso di sfogliarli tutti? (speriamo di no speriamo di no), non vorrei, sono informazioni private …

- Certo Nanà, 9 euro, me l’avevano promesso

…………………………………………………………………………………………………..

- Non lo trovo signora, non se ne parla di un accredito di 9 euro

- Dovrò telefonare? Ma guarda te, me l’avevano assicurato. Ma che sei stanca Nanà?

- Un pochino signora

- Dormi dormi

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Chi ben comincia … E chi no?!?

Pubblicato da npanna su ottobre 7, 2008

- Allora, gli americani usciranno da questa porta. Voi li porterete dagli arrivi al parcheggio dei pullman, passando per di qua.

- Longa, passando da dove?

- Passando di qua.

- Ma di qua dove?

- Guarda Nanà, li vedi i pullman? Sono tre, parcheggiati vicini, grigi.

- Sì, Longa, ho capito, li vedo, ma da qui a lì, che percorso dobbiamo fare?

- Eccoli eccoli, hostess in posizione! Mi raccomando ragazze, sempre sorridenti welcome, welcome e sempre disponibili e pronte a rispondere a tutte le domande!

- Welcome

- Welcome

- Welcome

- Excuse me?

- Yes?

- Where are the restrooms?

- The restrooms? Dove sono i bagni? Dove sono? Ehm, well, vediamo signora se troviamo i pittogrammi, sa, noi dovevamo essere preparate a tutte le domande, ma i bagni i bagni i bagni, ai bagni non ci avevamo pensato, well … Longa? Dove sono i bagni?

- Nanà, da quella parte!

- Lady, over there!

- Nanà, seguimi! Portiamo il primo gruppo ai pullman. Tu vienimi dietro.

- Ok. Ladies and gentlemen, let’s go to the busses! I am Nanà, your hostess for the next days. Follow me!

- Longa ma non sapevi il tragitto?

- Porca putt siamo in un vicolo cieco! I am sorry, I am terribly sorry, wrong direction, diglielo Nanà, I am sorry, sorry, Nanà diglielo!

- Folks! Turn around!

- Turn around, every now and then I get a little be lonely and you never coming round

- Turn around, every now and then I get a little bit tired of listening to the sound of my tears

- Bene Longa, l’hanno presa bene, per lo meno stanno cantando, certo che come organizzazione però, cominciamo bene eh!

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Cosa stiamo aspettando?

Pubblicato da npanna su ottobre 7, 2008

Pullman fermo nel parcheggio dell’aeroporto in attesa di partire per il resort FV. Per spiegazioni sull’episodio vedi post precedente “E lo dica dell’assessore”. Dialogo dall’inglese.

- Nanà, cosa stiamo aspettando? Perché non parte il  nostro pullman? Perché gli altri sono già partiti e noi no? Perché?

- Signore, mi dispiace, ma stiamo aspettando altre 4 persone.

- Aspettare? Aspettando? Io non aspetto nessuno: partiamo!

- Signore abbia un po’ di pazienza, noi queste persone le dobbiamo aspettare …

- E dove sono?

- Dove siano non lo so, tant’ è vero che le stiamo aspettando, magari sono in bagno, magari si sono perse nel tragitto dagli arrivi internazionali al parcheggio, sono sicura che stanno arrivando!

- Come in bagno? Siamo andati tutti in bagno, in bagno si deve fare veloci.

- Ma, magari, proprio perché siete andati tutti, adesso vanno loro.

- Nanà, dì all’autista di partire. Non si fa aspettare la gente in questo modo. Noi partiamo e li lasciamo qua, si arrangeranno, noleggeranno una macchina e seguiranno.

- Signore non possiamo far-

- Nanà?

- Mi dica signore.

- Hai mai organizzato un tour?

- No signore, mai fatto signore.

- Io sì, io sono del mestiere e so come funzionano queste cose. Noi adesso partiamo. I ritardatari si arrangiano, hanno l’indirizzo del resort, ci troveranno. Funziona in questo modo. Non possiamo far aspettare un pullman intero. Chi è quella? Nanà è il tuo capo quella? Dille che faccia partire il nostro pullman.

- Sì, quella è il mio capo, di solito almeno.

- Dille allora di farci partire

- Ho detto di solito, perché, in realtà, è solo mia sorella maggiore, e nemmeno lei può fare nulla.

- Finisco sempre nel pullman sbagliato. Se solo fossi salito in uno degli altri due; ho sempre la sensazione di essere nel pullman degli sfigati.

- Ha detto bene, signore.

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E lo dica dell’assessore!

Pubblicato da npanna su ottobre 7, 2008

Questo post è da inserirsi all’interno della mia prima esperienza da hostess, ovvero da accompagnatrice, whatever that means, di un gruppo di americani atterrati nella nostra regione per prendere parte ad una serie di conferenze sul turismo. Seguiranno altri articoli, non in ordine cronologico, nel tentativo di mettere un po’ d’ordine nella confusione dei ricordi di quella che è stata sin dall’inizio un’avventura nel peggiore Italian style!

Prima della partenza per il FV resort. Una signora distinta accompagnata da due uomini si avvicina ai pullman pronti a lasciare il parcheggio dell’aeroporto. Parti tra parentesi solo pensate

- Nanà, Nanà, sei tu che fai interpretariato vero?

- (Porca zozza!) Ehm, sì, perché?

- Ti presento la signora Cerchi

- Piacere

- Senta signorina io vorrei dire due parole di benvenuto agli americani, ma ho bisogno di una traduzione perché l’inglese, appunto, non lo parlo e mi hanno indirizzato da lei dicendomi che era l’interprete

- IO? V v v veramente oggi sono hostess, ma un discorso lungo?

- Mi dia il microfono, è acceso? Cosa preferisce, frase per frase?

- Gulp!

- Buongiorno, sono Arabella Cerchi dell’Assessorato al Turismo e sono qui oggi per darvi il benvenuto in nome del nostro Assessore al Turismo Mirabella Pimao. Purtroppo non parlo l’inglese e quindi ho bisogno dell’interprete. Prego signorina.

- L  L L Ladies and gentlemen, good morning, welcome to Sardinia, my name is ehm is uhm … scusi signora, scusi, come ha detto di chiamarsi?

- Arabella Cerchi

- Ah sì scusi, allora: ladies and gentlemen, good morning, welcome to Sardinia, my name is Annabella Merci

- A-ra-bella Cer-chi!

- Arabella Cervi and I am from the … (come cazz si dice, ma cosa vado in giro a dire che faccio anche interpretariato … Assessorato, e bho, assessorato dei mie zabadei) from well, from the … department of tourism and I would like to welcome you on behalf of (e questa? come la chiamiamo? Assessore, assessore, assessore) of, of our … rapresentative, of our government. (che io dovrei essere l’interprete non lo diciamo)

- Signorina, l’ha detto dell’assessore? Non l’ho mica sentito il nome nella sua traduzione

- Come si chiama l’assessore?

- Ma signorina! L’assessore! L’assessore al turismo! Mirabella Pimao

- Me lo ripete per favore?

- Mi dia il microfono signorina! Vi porto i saluti dell’Assessore al Turismo Mirabella Pimao. E adesso signorina lo dica, lo dica dell’assessore!

- Ma io mica lo so come si dice assessore in inglese?!?

- Signorina anche se sbagliamo qualche parolina che importa, LO DICA dell’assessore!

- Again, I would like to welcome you on behalf of our … our … our ASSESSORE Mira Pomei!

- Mi dia il microfono signorina. Mirabella Pimao, Mirabella Pimao! La nostra regione vi augura un buon soggiorno. Ci incontreremo sicuramente nel corso dei prossimi giorni. Arrivederci!

- The government of our region would like to wish you a pleasant stay. We will be meeting again in the next days. Au revoir, ehm arrivederci! (Che figura! Che vergogna! Quanto ci metterò a riprendermi dallo shock?)

- Bene signorina venga, e non si emozioni, mi segua perché adesso facciamo lo stesso negli altri due pullman!

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