Leggendo questo post: Survival Italian: Why and Why Not in the Italian Language
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ho capito il perché: non sono io! Cioè, sono io, ma sono anche loro, i tedeschi. Come sempre.
Dianne Hales racconta: agli italiani piace sapere il perché e il percome delle cose. Ma soprattutto: con il perché e il percome in Italia si ottengono le cose!
Nel molto piccolo, aggiungiamo noi.
Non in Germania.
“Il problema è che Lei non sa il perché”, mi ostino a dire io negli uffici tedeschi. Lasci che Le spieghi il perché e vedrà che la scadenza è irrilevante. Sì ho capito che Lei ha i suoi regolamenti da seguire, ma vede bene anche Lei, ci sono pur delle eccezioni. Dice di no? Non ci sono? La regola non le prevede? Devo essere punita? Dice. Lasci che Le racconti la mia storia, una disavventura, una tragedia, un caso di sfortuna!
Nulla.
La regola del Perché e percome non è contemplata in Germania. Perlomeno quella a voce. Non crediate in Germania di cavarvela negli uffici sciorinando un racconto commuovente dopo l’altro in un clima da centrini a uncinetto. Warum non è Perché e viceversa. Tutta quella intimità i tedeschi la ripugnano, la schivano, si sentono addosso l’appiccicaticcio.
Prendete questa triste storia.
La mia amica Marion ha un abbonamento mensile ai mezzi pubblici di Berlino chiamato 10-Uhr-Monatskarte: vale a partire dalle 10 del mattino. In preda alla gioia di rivedere la sorella, Marion si precipita all’aeroporto di Schönefeld e viene beccata alle 9:45 dai controllori.
- Scenda!
- Come scusi?
- Sono le 9:45. Lei non può transitare con questo abbonamento.
- No ma io, insomma, che ore sono? Sa sto andando all-
- Nome, cognome, indirizzo! Quaranta euro, da pagare nell’ufficio della BVG. L’Indirizzo lo trova scritto sulla multa.
Gira voce che i controllori della BVG siano vecchi agenti della Stasi, sono bravissimi a mimetizzarsi tra la gente e non sentono ragioni. Gran lavoratori fedeli alla loro azienda. Fossero tutti così in questo mondo al rovescio!
“Marion, vedrai, dai retta a me, quando vai all’ufficio della BVG gli racconti il perché, e sono sicura, vedrai, ti tolgono la multa”. Il mio povero animo italiano perchettaro.
Voi cosa avreste fatto? Marion il giorno prima aveva accettato a malincuore un lavoretto da hostess. Mica hostess di aereo. Quelle cose che oggi chiamano hostess, hostess promoter, c’è pure hostess bar, che cameriera sembra brutto! Marion ha quindi accettato di aspettare sotto il freddo di Berlino, a un incrocio concordato, una schiera di Trabi, le auto made in DDR, in felice giro panoramico della città, cariche di turistotti italiani, per distribuirgli dei Waffeln al cioccolato. Per due ore. Per 30 euro. Ai signori in gita del Waffel poco è importato. Pensavano Marion fosse la vera offerta. 30 euro per spiegargli il malinteso. Molto spiacevole spiegare di non essere in vendita. I Waffeln sono avanzati tutti. E il giorno successivo arriva la multa di 40 euro. Summa summarum: Marion si trova ora in debito di 10 euro. Penso che se avesse rifiutato quel lavoro la multa non l’avrebbe presa. È la beffa di accettare cose spiacevoli: ne attirano altre.
Di fronte a un Perché così forte mi aspettavo la commozione dell’impiegato della BVG.
Marion ha pagato 40 euro in contanti allo sportello, non c’è stato verso, il Perché a voce non raggiunge il cuore del tedesco.
Esiste però il Perché burocratizzato.
- Me lo metta per iscritto.
- Cosa?
- Quello che mi sta raccontando e poi si vedrà.
- Si vedrà cosa?
- Se la regola prevede.
- Ma chi lo stabilisce se la regola prevede?
- IO!
- Non lo sa adesso?
- Lo devo vedere scritto.
- Accetto! Mi dia il formulario.
Non bisogna sottovalutare l’essere umano. Magari ce la fa.
Mi ritrovo tra le mani un A4. A due articoli della legge tedesca seguono innumerevoli campi per i dati personali; religione. Religione? Sottopongono a verifica religiosa il mio Perché. Ho un Perché in linea con i principi religiosi? Spunto la casella “nessuna”. In basso tre righe vuote. Non sono proprio abituati i tedeschi ai Perché. L’antefatto, forse, ci può stare in tre righe, ma bisogna proprio essere bravi con la sintesi. Mi porto il formulario a casa. Riempio le tre righe fitte fitte. Non mi bastano. Aggiungo quello spazio che gli manca. Adatto il formato. In basso all’A4 appiccico un foglio in più con lo scotch. L’appiccicaticcio formalizzato. Lo ripiego perché non sbordi dall’A4.
Spedisco il papiro in busta chiusa. Srotoleranno le mie ragioni come un rotolo a due veli.