Impazzendo

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Gli amanti peggiori sono Made in Germany!

Pubblicato da npanna su agosto 21, 2008

“Perfetta riserva di caccia! Mai come oggi così tanti studenti incontrano il compagno per la vita all’università. Fatto di per sé da non sottovalutare! Ma la promiscuità di uno studentato offre molto di più: una vita sessuale attiva per laurearsi più in fretta”. Questo il titolo di un articolo pubblicato sull’inserto per studenti universitari di un noto settimanale tedesco. Un’autrice stufa della passività dei suoi connazionali di sesso maschile e un sociologo dalle dubbie competenze sociali spiegano perché l’università è il luogo ideale per trovare moglie (e marito?).

Moment mal! Riserva di caccia? I Männer che vanno a caccia? I tedeschi predatori? Qui c’è qualcosa che non quadra.

I tedeschi, come noto a tutte le ragazze straniere residenti in Germania, non sono certo maestri di irresistibili arti seduttive. E nemmeno di quelle mediocri. I tedeschi non seducono e basta; tanto meno conquistano. Come potrebbero dunque andare a caccia?

I tedeschi guardano, non possiamo negarlo. Guardano nella metropolitana, nei locali, nei corridoi degli uffici, negli ascensori, nei parchi, nelle palestre, nei condomini, nei negozi, al supermercato. Ma non passano all’azione. Perché? Hanno altri pensieri per la testa.

Un normale gioco di sguardi tra un italiano e un’italiana, interrompetemi se ho torto, si svolgerebbe in questo modo: lui fissa lei; lei gira la faccia e aspetta; lui cerca il contatto visivo; lei aspetta con il viso rivolto nella direzione opposta di lui; lui continua a fissarla per non perdere l’attimo in cui lei si girerà di nuovo; lei fa la reticente; lui continua a fissarla; lei fa la sufficiente. A questo punto abbiamo in Italia due possibilità: 1) lei non si rigirerà mai più verso di lui; 2) lei guarda lui con la coda dell’occhio = via libera!

Germania. Anche qui abbiamo due opzioni nella fase finale, ma solo tre passaggi principali poiché il tutto si svolge molto più in fretta. Caso numero uno: lui guarda lei; lei gira la faccia; lui se ne va. Caso numero due: lui guarda lei; lei guarda lui; il pensiero di lui viene improvvisamente deviato su canali più urgenti. Quali? Sempre nelle summenzionate cerchie di ragazze straniere residenti in Germania circola la segretissima classifica delle priorità dell’uomo tedesco. Questa volta, previa consultazione con le coautrici, ho deciso di renderla pubblica.

Le priorità dell’uomo tedesco:

1) La carriera

2) Il lavoro

3) L’animale domestico (cane / pappagallo / criceto)

4) Il computer

5) L’impianto stereo

6) Le birrate con gli amici

7) Le birrate coi colleghi

8 ) L’allenamento (tennis / ping pong / ciclismo )

9) Il fitness

10) L’auto

11) Mettere la lavatrice

12) Il bel tempo

37) La famiglia

53) Mein Mädchen, ovvero: la ragazza

È inevitabile che una simile graduatoria si rifletta nell’elemento più intimo di un rapporto di coppia: il bacio.

Ecco come bacia un tedesco. Dapprima poggia leggermente le labbra sulle tue. Immediatamente dopo il primo contatto si allontana perché distratto da qualche problema lasciato insoluto. Poi si ricorda all’improvviso del bacio interrotto e poggia nuovamente le sue labbra sulle tue. Tu pensi: beh, adesso alla francese, e apri leggermente la bocca. Ti sbagli e resti lì come un pesce boccheggiante perché lui ha staccato nuovamente le labbra dalle tue: ha veramente troppe questioni in sospeso. La lotta va avanti per circa dieci minuti fino a quando tu non gli afferri la testa tra le mani e gli urli in faccia: apri quella bocca, tira fuori quella lingua o ti graffio l’Audi! Esagerate, state pensando? Mai state in Germania? Non si tratta affatto di speculazioni da ricondursi agli effetti dello shock culturale. No. È tutto materiale empirico accumulato con gli anni.

Ma torniamo all’articolo in questione. Persino l’autrice, come già detto una donna tedesca e quindi conoscitrice della realtà della sua terra, sembra confermare indirettamente l’ipotesi del tedesco più preda che predatore. Stufa della passività dei suoi connazionali, cerca di spronarli con due preziosissimi consigli. Primo: ragazzi iscrivetevi a un corso di lingue. Non importa quale, decisivo è che sarete obbligati a parlare con i vostri compagni di corso: sole donne! Secondo: scegliete un corso di ballo. Uno qualsiasi. Sarete in ogni caso costretti al contatto fisico con i vostri compagni: donne sole! Se questa non è disperazione femminile? E sempre la stessa disperazione porta l’autrice a citare un sociologo dalla rara saggezza: „A tenere insieme un collega e una collega universitari sono fattori decisivi quali l’età, lo stesso tipo di formazione e gli interessi comuni“ […] “Le relazioni destinate a funzionare meglio sono quelle in cui i partner condividono le stesse necessità, gli stessi valori e gli stessi ritmi quotidiani. È preferibile avere un alto grado di intesa, piuttosto che dover sempre spiegare tutto dalla A alla Z“.

Ma, a quanto pare, se gli “accoppiamenti” a livello accademico sono in continuo aumento non è dovuto unicamente ai suddetti interessi comuni, stessi ritmi quotidiani e simili obiettivi nella vita, bensì anche al fattore “numerico”, all’ubicazione in sé dell’elemento femminile: “Il motivo per cui sempre più studenti hanno una relazione con una collega universitaria è da ricondursi al numero crescente di ragazze iscritte all’università.” Per gli uomini, pertanto, la riserva di caccia si amplia di anno in anno.

Ecco le grandi conquiste dell’emancipazione: accedere a un ateneo per facilitare agli uomini la ricerca di una compagna. Invece di spronarli, scuoterli, prenderli a sberle per la loro passività, inerzia, autocentrismo e autismo, cosa si è costrette a fare in Germania? A mendicare attenzioni mascherate col nome di “obiettivi comuni” per non costringere la preda alla fuga.

L’università mista sarebbe quindi il luogo ideale per trovare moglie e marito. Ma non necessariamente, ragazzi, non mettetevi paura: “non ci si deve poi per forza sposare!” Anche in questo caso la nostra autrice disperataffamata si forgia di una citazione dello stesso abominevole sociologo. Come se volesse dire ai suoi connazionali: noi donne non vogliamo mica privarvi della vostra sacrosanta libertà! Sentito? Non vogliamo neppure sposarvi! L’unione con la Kommilitonin – jawohl! – può essere dunque anche soltanto pragmatica, profittevole, conveniente! Presente i sopraccitati “interessi comuni”? Tutti vogliamo finire l’università il più velocemente possibile e chi fa sesso regolarmente, ci avvisa il nostro sociologo, conclude infatti gli studi più in fretta degli altri. “Durante un rapporto sessuale vengono prodotti adrenalina e cortisolo, ormoni che stimolano il cervello” […] “Una vita sessuale attiva favorisce pertanto lo sviluppo delle facoltà intellettuali, ed è consigliata soprattutto per quelle materie che richiedono studi intensi, come medicina, matematica e fisica”.

Na dann Männer! Avete capito? Verstanden? Non si tratta né di sposarsi, né di impegnarsi, ma è una questione di pura efficacia, di onore, di prestigio, per la vostra terra! Buttatevi finalmente tra le braccia delle Frauen; se non per amore, per passione, per romanticismo, fatelo almeno in nome dell’efficienza Made in Germany!

4 Risposte to “Gli amanti peggiori sono Made in Germany!”

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  2. Giulia detto

    :) :) :) ahahahahah!!!!
    Mi ha fatto troppo ridere il tuo articolo.. complimenti!!! Mi sono anche consolata un po’!!
    poco tempo fa infatti sono andata per 2 giorni in visita a Berlino con un ragazzo tedesco (piuttosto bello..) conosciuto ad una riunione e con cui avevamo mantenuto i contatti su FB.
    Premesso che su Fb il flirrrrt da parte sua era particolarmente spinto “sei bellissima” “come mi diverto a parlare con te”, ” “vorrei rivederti”ecc…ad un certo punto mi propone di andare a Berlino insieme (2 giorni).Accetto.
    Dopo di che a Berlino…TA-DAAAA…
    a) ci siamo persi senza speranza
    b) lui era incredibilmente rigido ( al momento di salutarci per la prima volta si è esibito in uno strano movimento a mezzaluna con tutto il busto per darmi poi un bacio sull’orecchio, per chi ha seguito gossip girl un equivalente di “the wave” di Dan)
    c)NON ha offerto MA abbiamo diviso a metà pranzi e drinks(squallore)
    d)pioveva e NON mi ha dato la sua giacca( con cappuccio)…a un certo punto mi guarda e dice ” ma tu ti stai bagnando sempre di più” (acuto!)
    d) non è riuscito a trovare un posto dove mangiare, abbiamo bevuto solo e io mi sono sentita anche male (ehm…)
    e) prendendomi in giro per il fatto che non reggo bene l’alcol ecc.. dopo le mie sentite lamentele riguardo al fatto che mi criticava in continuazione risponde che in realtà lo stava facendo per insegnarmi nuove parole in tedesco=insulti. Al che io rispondo che anche con i complimenti mi può insegnare nuove parole in tedesco..e lui ….dopo grande concentrazione dice…” YOU HAVE VERY STRONG FEET” =sono una grande camminatrice….no comment
    f)dopo mia scherzosa presa in giro su fb sulle sventure e sulle sue malefatte avvenute durante il viaggio a Berlino si è chiuso in un silenzio offeso ( prima ci sentivamo tutti i giorni)..a malapena ci siamo scambiati gi auguri di Natale!!
    ..Tra un mesetto circa lo rivedrò ad un congresso…che devo fare …fingere di non conoscerlo???? MAH!!
    Giada
    continua ad aggiornarci!!

  3. emis detto

    mamma ma che sfigate! sono stata cn un tedesco che è fantastico… bacia da dio, ha un profumo irresistible… molto gentile e rispetto e anche divertente…. mi spiace per voi ragazze…davvero -.-”

  4. Giulia detto

    Posso dire una cosa? Non so se ciò che sta scritto in questo post sia vero o meno (chiaramente ci saranno individui come quello descritto e altri diametralmente opposti, come in ogni paese), ma una cosa è certa: questo articolo mi ha fatto innamorare ancora di più dei tedeschi!
    (Vi prego, non chiedetemi il perché: sono malata persa, ormai.)
    Davvero un post divertente! XD
    P.S.: un pat-pat alla povera Giulia di due commenti fa per la sua disavventura col ciofane tetezko!

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